intervista a Francesco Gennaro – di Michela Resi

Michela Resi – Parliamo di te, Francesco Gennaro:  nato a Genova, hai studiato all’Istituto d’Arte Applicata e Design (IAAD) di Torino specializzandoti nel design di prodotto e nella grafica. Dal 2009 sviluppi progetti grafici web o cartacei per aziende e dal 2014 sei docente di Photoshop e InDesign presso l’Università Iulm di Milano nell’ambito del Master nei Mestieri dell’Editoria.

MR – Allora Francesco, mi risulta che però tu abbia iniziato con gli studi scientifici prima di iscriverti allo IAAD, come hai capito di essere portato per questo ambito decisamente più creativo?

Francesco Gennaro
Come spesso succede per le passioni è successo per caso, ho iniziato a usare il computer di mio padre da piccolo e poi solo durante il liceo un amico mi ha fatto provare una ormai vecchissima versione di Photoshop su cui ho iniziato a giocare…e da allora non ho più smesso.

MR – E’ nato un amore, è un modo di giocare lavorando

FG – Bisogna sempre cercare il lato divertente e giocoso del lavoro, proprio per farlo volentieri e per essere soddisfatti di ogni progetto.
Durante la propria carriera è normale trovare progetti in cui inizialmente non troviamo il bandolo della matassa e in cui è difficile avere l’idea che ci fa fare la “svolta”, sono proprio questi progetti che però ci regaleranno le soddisfazioni maggiori se li affrontiamo con prove, esperimenti e confronti con i colleghi e se cerchiamo sempre lo stimolo positivo.

MR – Quindi il tuo è un lavoro artistico? Il grafico è un artista?

FG – Dipende, è di certo preponderante la parte creativa, istintiva, disordinata, quella che ti fa trovare l’idea giusta. E’ anche vero che quando si ha a che fare con aziende e con il business, si ha a che fare con scadenze, budget ben definiti e diventa quindi fondamentale “fare ordine” e diventare più metodico.

MR – Tu hai quindi un “cassettino delle idee” in cui raccogli e immagazzini spunti e dettagli da usare poi nel momento opportuno, oppure nel momento in cui ti viene commissionato un lavoro ti chiudi in una stanza e rifletti? Come trovi l’ispirazione?

FG – Il progetto di solito inizia sempre con una riunione, quindi in modo abbastanza “formale”, l’ispirazione poi ti viene nei momenti più disparati e devi cercare di trattenere quelle idee e confrontarle con il gruppo di lavoro. A volte invece (finalmente!) capita il progetto giusto per qualche idea nascosta nel “cassetto” da te citato e allora si procede di slancio.
Chiaramente la cosa fondamentale, soprattutto nel web design, è la funzionalità, quindi la grafica non fine a se stessa ma come mezzo per far funzionare meglio il progetto nel suo complesso. La “bella grafica” deve servire a coccolare visivamente l’utente di un sito web o di una app, rendendo piacevole la sua esperienza di navigazione e invogliandolo a comprare il prodotto (o servizio) che proponiamo o a lasciarci il suo contatto.

MR – Hai disegnato tu il logo di Adolesco, come è nato?

FG – Adolesco significa “cresco”, abbiamo quindi voluto esprimere già dal logo una metamorfosi da una forma poco definita a una più grande, completamente formata e colorata.  Questa metamorfosi, che passa tramite una fase intermedia di transizione, simboleggia proprio il cambiamento e il percorso di crescita che ogni azienda avrebbe la possibilità di fare.

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