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La semantica è uno degli elementi che Google tiene presente ormai da alcuni anni quando restituisce i propri risultati relativi ad una ricerca da parte di un utente. E’ infatti dal 2013, con l’introduzione dell’algoritmo denominato Hummingbird e successivamente nel 2014 con il suo metodo di apprendimento automatico denominato Rank Brain, che Google ha intrapreso la strada di analizzare il contesto dei contenuti delle pagine web utilizzando ogni elemento aggiuntivo utile per determinare il grado di corrispondenza con la ricerca da parte dell’utente.

Per capire bene di cosa stiamo trattando, bisogna innanzitutto avere chiaro il concetto stesso di semantica.
La parola semantica deriva dal greco antico e significa letteralmente “comprensione”. La semantica è quella parte della linguistica che studia il significato delle parole (semantica lessicale), degli insiemi delle singole lettere (negli e degli alfabeti antichi) e delle frasi (semantica frasale) e dei testi.

Ora, come interviene la semantica nelle ricerche che ognuno di noi effettua su Google?
Interviene attraverso la comprensione da parte del motore di ricerca del contesto in cui una determinata parola chiave si colloca, allo scopo di comprendere meglio le intenzioni di ricerca da parte dell’utente.

Per comprendere meglio ciò di cui stiamo trattando, procediamo con un esempio pratico.
Se io cercassi su Google “Colombo“, capite che per il motore di ricerca sarebbe piuttosto difficile identificare se la nostra intenzione è ricercare un’informazione su Cristoforo Colombo, sul tenente Colombo oppure sull’uccello. Se precisassi la ricerca, inserendo come chiave di ricerca “colombo america”, pur non indicando a Google il termine “Cristoforo” lui capirà che la mia ricerca è rivolta ad avere informazioni sulla scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo.

Come può Google fare questo tipo di associazione linguistica e restituirci pagine con contenuti adatti alla nostra ricerca?
Proprio grazie alla semantica e cioè in base al contesto in cui determinate parole chiave si collocano all’interno di un documento testuale.

Esistono 4 aree specifiche in cui la semantica interviene nelle ricerche su Google.

  1. I sinonimi: Google è in grado di identificare i sinonimi di specifiche parole chiave, comprendendo quindi la loro pertinenza all’interno di un documento testuale;
  2. Gli argomenti correlati: sono termini correlati alla parola chiave vera e propria;
  3. Le co-occorrenze: sono parole che accompagnano di frequente una parola chiave. E’ una coppia di parole.
    Ad esempio: colombo (keyword) —-> uccello, tenente, america (co-occorrenze).
  4. L’ontologia laterale: è la nostra capacità di descrivere un oggetto senza mai nominarlo ma fornendo indicazioni che permettano al nostro cervello di risalire a ciò che non abbiamo detto.
    Ad esempio: acqua (keyword) —-> liquido trasparente (ontologia laterale).

E’ chiaro che, una volta compreso che Google è in grado di capire queste “varianti” contestualizzate delle keywords, il loro utilizzo corretto e vario all’interno di una pagina web può  rappresentare uno dei “segreti” che un bravo SEO manager dovrebbe conoscere nell’ottica di posizionare una pagina sulla base di una specifica parola chiave.

Di questa materia si tratta all’interno del Corso SEO e SEM Strategici di Web Marketing Strategico.

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