di  Marzio Villari

Il pensiero creativo ci agevola in ogni situazione, lavorativa e personale, facendoci diventare persone Problem solver.

pensiero creativo

Quando si generano nuove idee, queste idee contengono molto spesso elementi o procedure già esistenti, cioè già precedentemente “strutturati”, difficilmente l’immaginazione riesce a uscire completamente dai confini della realtà conosciuta. Questo fenomeno è noto in psicologia col termine “immaginazione strutturata”. Gli schemi guidano e limitano l’immaginazione e sono resistenti. Secondo la teoria dell’immaginazione strutturata, ben difficilmente le nuove idee sono veramente “nuove”: quando vogliamo concepire qualcosa di nuovo, cerchiamo -nel repertorio della nostra memoria- qualcosa di simile e modifichiamo l’esistente in modo che si adatti alle nuove esigenze. Questa continuità strutturale è riscontrabile in molti processi. Quando si è passati dalla diligenza alle automobili, nelle prime automobili l’autista era allo scoperto come nelle diligenze. Cosa può suggerirci il fenomeno dell’immaginazione strutturata? La consapevolezza di questo fenomeno rappresenta, prima di tutto, un invito a tenere presente che anche le idee più innovative contengono -quasi inevitabilmente- qualcosa di “vecchio”.

Eccoci dunque alla “sfida”: così è denominata una delle tecniche del pensiero laterale. Si tratta, in sostanza, di mettere in discussione l’attuale stato delle cose, di analizzare la continuità: perché continuiamo a fare una certa cosa sempre nello stesso modo? Molte procedure sopravvivono semplicemente perché “è sempre stato così”. Con l’analisi storica ci chiediamo se oggi la motivazione è ancora attuale o se continuiamo a fare le cose allo stesso modo solo perché nessuno si è mai preoccupato di trovare un’alternativa migliore. Il pensiero creativo ci conduce in un altro universo, ci stimola ad avere coraggio, il coraggio di cambiare strada, di cambiare il punto di vista, di vedere le cose con occhi diversi, l’opportunità di analizzare le informazioni più profondamente (senza sforzarsi e in modo automatico).

Il pensiero strutturato non ci guida alla vera svolta: il salto di Fosbury, oppure i “led” che non sono stati inventati da chi produceva lampadine. Il pensiero creativo non guarda avanti, ma in tutte le direzioni, anche indietro, e a volte la soluzione si trova pensando di rimbalzo, per esclusione, abbandonando le certezze, distruggendo quelle che ci sembrano le certezze. Il pensiero creativo si può sviluppare e una volta intrapresa questa strada si riuscirà sempre a trovare una soluzione.


Il Metodo Adolesco

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