di Roberta Saettone

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Condividere uno stesso contenuto su tutti i profili aziendali è tra gli errori più grossolani che si possano fare: la #DollyPartonChallange ne è la dimostrazione lampante. La mania che ha invaso i social con le quattro foto profilo di ciascuno (Linkedin, Facebook, Instagram e Tinder), rappresenta il perfetto esempio di comunicazione differenziata a seconda del target di riferimento.

Ogni social network ha una sua ragion d’essere, la stessa che spinge gli utenti a registrarsi per trovare un determinato senso di appartenenza. Si naviga sul Linkedin per trovare lavoro, su Facebook per fare amicizia, su Instagram per esprimere creatività e su Tinder per… trovare l’amore (facile). Per suscitare interesse su ognuna di queste piattaforme si pubblicano contenuti inerenti il tema di fondo, con uno stile e un carattere ben preciso. Per comprendere appieno questo concetto, basta farsi una semplicissima domanda: chi mai pubblicherebbe la propria foto di Tinder su Linkedin? Di certo non risponderebbe alle esigenze degli head hunter che lo utilizzano per la selezione del personale, risultando inappropriato.

Come nel romanzo di Pirandello “Uno, nessuno e centomila”, nella rete sociale ogni utente mostra le diverse sfaccettature della propria identità a seconda dell’ambiente in cui si trova. Per far sì che un brand sia appetibile e in linea con i gusti del proprio network, risulta quindi indispensabile una diversificazione del messaggio che si vuole trasmettere a seconda della piattaforma in cui viene pubblicato. Ed ecco che uno studio di comunicazione assume un ruolo fondamentale per avvicinare un’azienda al proprio target, presentando i servizi o prodotti che offre in un determinato modo piuttosto che in un altro.

Questo accorgimento -semplice ma per nulla banale- ha un enorme potenziale non solo nell’attività di branding, ma soprattutto per aumentare l’engagement grazie a un piano di comunicazione che risulta, appunto, più coinvolgente. Utilizzando il giusto linguaggio per ogni social mediante immagini o parole, si genera un rapporto di forte empatia con il proprio target, facendolo immedesimare nel brand e di conseguenza convertirlo in Cliente.